Che cosa resta dopo i costi variabili
Il ricavo del prodotto P e il ricavo della spedizione S formano i ricavi totali R. Dai ricavi si sottraggono i costi variabili C e le commissioni F: M = P + S − C − F.
M è il margine di contribuzione per vendita: serve a coprire costi fissi e, successivamente, altre componenti del risultato dell’attività. Non è utile netto, liquidità o importo accreditato dal canale.
Esempio sintetico: venditore online
Con P100€, S10€, costi variabili60€, una commissione economica del10% sul lordo di riferimento di prodotto e spedizione e quota0,50€, tP22% e tS10%, la base è122+11=133€. F è13,80€ e M è36,20€ (T03).
Le aliquote dell’esempio sono dati dichiarati, non aliquote consigliate per un profilo. Il modello non converte i110€ di ricavi economici in ricavi pubblici lordi.
Percentuale, zero e perdita
Se R è positivo, la percentuale è M/R. Quando R è zero il rapporto non è definito: il margine monetario conserva comunque il suo valore. Una perdita inferiore al centesimo resta perdita, anche se l’importo visualizzato arrotonda a−0,00€.
Il calcolo usa valori esatti e arrotonda solo la presentazione. Le somme delle righe visualizzate possono differire dal totale; il marketplace può usare arrotondamenti propri.
Dal singolo ordine alle altre decisioni
Trasferisci costi e regole al calcolo del prezzo, oppure il margine esatto al pareggio mensile. Dopo una modifica i risultati dipendenti diventano obsoleti e richiedono un nuovo calcolo.
Per evitare costi o commissioni contati due volte, consulta la guida al doppio conteggio. Ipotesi e basi sono nella metodologia.